sabato 23 maggio 2015

Il buonismo, la piaggeria e... la verità.

«Abbi rispetto di ********!!!» (alzi la mano chi di voi lettori, non ha sentito mai questa frase, con l’indice alzato d’ordinanza, e al posto degli asterischi, aggiunga a propria discrezione la mamma, il papà,  i nonni, la maestra o gli zii!).
Per decenni abbiamo sempre sentito parlare di rispetto. Ci viene inculcato fin da bambini, ma in verità nessuno ha mai rispettato nessuno, segno che serve a ben poco e ognuno rispetta solo quello che può.
Per una sorta di nemesi culturale poi, sono proprio gli insofferenti (da pargoli) al rispetto, che esigono poi – raggiunta una posizione di padre, madre, capufficio! – a imporlo agli altri.
La retorica. Ecco come spiegare tutto. 
Piaggeria. 
Demagogia. 
Retorica.
Prendiamo il rispetto per le religioni, (non per la religione!) che però –per coerenza– sarebbero tenute, anche a  rispettarsi fra di loro, visto che per una Gesù Cristo è il figlio di Dio e il Messia, per l’altra un profeta qualsiasi, per l’altra ancora non rappresenta nessuno, perché loro puntano solo al Nirvana, e per far questo non hanno bisogno di intermediari!
Poi guai a cambiare una sola virgola della Costituzione, perché grava su tutti i cittadini Italiani come una scimitarra il rispetto per le istituzioni.  E passi se questo poi però confligga con il rispetto della maggioranza parlamentare, che confligge a sua volta con il rispetto della minoranza parlamentare.
Poi si arriva alle minoranze umane in generale, al rispetto per il lavoratori, ma anche il rispetto per i datori di lavoro, e –last but not least- il rispetto per il lavoro stesso.
Esiste poi il rispetto per i possessori di animali, che contrasta però con un altro rispetto, quello per i clienti dei locali che gradirebbero di mangiare affianco ad un pastore tedesco scodinzolante…o ringhiante?
E i mangiatori di carne rispettano i vegetariani? (e sono poi rispettati dagli stessi amanti delle insalatine?). Essi parlano del rispetto della natura, rispettano i panda, il gabbiano corso, la tigre albina e poi? Le zanzare, che tormentano le nostre notti con le loro vuvuzelas in miniatura, come sono considerate? Un moscerino che ha ben sedicimila geni, mi pare debba pretendere questo rispetto. Altrimenti avremo un razzismo di specie, una mancanza di rispetto biologica.
C’è il rispetto per gli extracomunitari. Ma poi c’è il sempre più grave problema dei quartieri dormitori e dei campi-rom.
C’è il rispetto per i writer che impreziosiscono i muri grigi delle periferie urbane e anche il rispetto per i muri bianchi, e di chi persa che quei disegni siano scarabocchi.
Non puoi più dire neppure a una ragazza che dal punto di vista estetico è eccezionale perché così facendo stai mancando di rispetto alle racchie. In questo gli islamici sono molto avanti: hanno inventato il burqa! (sotto la palandrana può nascondersi una modella-svedese-bionda-alta-occhi-verdi oppure la versione antropizzata di un comò e nessuno se ne accorgerebbe!)
E per quanto riguarda l’infibulazione possiamo parlare di rispetto delle religioni? O di rispetto dei popoli e delle tradizioni popolari?
Non si finisce più.
Il rispetto per l’infanzia. Benissimo…. Ma da quale momento? Fin da quando è ancora un embrione?
Il rispetto per gli anziani? Fantastico! Purché se ne stiano in una casa di riposo.
Il rispetto per i malati? Ineccepibile! ...anche per quelli che vogliamo sopprimere con l’eutanasia?
Il mondo è infestato dal rispetto! 
Anche il rispetto per i caduti. Ma dipende dalla parte in cui sei caduto! E ogni 25 aprile lo scopriamo!
Quando stai per morire raggiunto da una schippettata, fermati a pensare, e decidi di cadere solo dalla parte “politically correct”.


Perfino il conte Giacomo Leopardi scriveva che «se uno conoscesse i propri lettori uno a uno non scriverebbe più», ma lo scriveva nello Zibaldone, sapendo che sarebbe uscito postumo. 
Quindi anche Leopardi provava rispetto… per i suoi lettori.

Nessun commento: